Sarebbe bello proiettare Porto il Velo nella sede veronese della Lega Nord







Sarebbe bello proiettare ‘Porto il Velo, adoro i Queen’ nella sede veronese della Lega Nord

Ciao senatùr;

sai, qui al nord è sempre tutto uguale: è pieno di meridionali. Da Roma ladrona a mafia capitale, quanti anni sono passati! E che cosa ne è stato del federalismo senatùr?

Leggo questo articolo dal Corriere del Veneto dell’otto marzo, e subito penso ad uno scherzo ben architettato, avendo io amici ed amiche con e senza velo, intelligenti e burlone.

Leggo sproloqui di politici di una destra un tantino estrema, la Lega Nord Veneta. Dove sei senatùr? Questa propaganda l’hai iniziata tu, e questo articolo è vero.

Quando ero bambina, durante la Quaresima, accettavo la mia responsabilità e rinunciavo ai dolci per tutti i quaranta giorni. Aspettavo in preda al panico (e sempre più famelica) l’apertura delle uova di cioccolata. Non trovandomi a mio agio nei panni dell’Addolorata, iniziai a riflettere sul fatto che tra me e Dio si estendeva tutta l’umanità, che il viaggio era lungo e che era ora di partire.

Corriere del Veneto, 8 marzo 2018
Corriere del Veneto, 8 marzo 2018

L’articolo… l’articolo nel pieno di un delirio proibizionista e incostituzionale, oltre che con il mio film “pro islam”, con chi se la prende? Con Elton John! Ebbene sì: Elthon John, in quanto gay e padre di due figli nati da un utero in affitto.

Ebbene: Elton, io e le altre, possiamo scegliere cosa sia meglio per noi stesse anche se a voi non piace.

Mi salgono di nuovo gli zuccheri e penso: “dove sei, senatùr? Hai parcheggiato il carroccio in divieto di sosta e te ne sei andato via tenendoti le chiavi”.

Secolo Trentino, 8 marzo 2018
Secolo Trentino, 8 marzo 2018

Il confino, Enzo Jannacci, la colomba, la bandiera, mio figlio in bicicletta, la faccia di Dylan, una valigia di pelle, il mio dna…

Il mio bisnonno è morto al confino; non era gay, ma comunista e pittore talentuoso. In una chiesa di Tarquinia è custodita una sua opera, il resto si è perduto in una soffitta di Parigi molti anni prima della grande guerra. Mio nonno, invece, anni dopo scontava quattro anni di prigionia in Germani, mentre i nonni paterni abbandonavano la loro azienda e fuggivano in esilio rifiutando di servire i tedeschi.

Mi serve un’altra fetta di colomba alla pesca. La faccio accompagnare da un goccio di vino rosso.

Pro islam, anti islam… Ma che cosa vuol dire? È possibile essere pro o contro una religione ed una cultura, come fanno i talebani? Succede, certo. Ma da queste parti non si può, giusto? Questa propaganda è semplicemente illegale, giusto senatùr?

Corriere di Verona, 8 marzo 2018
Corriere di Verona, 8 marzo 2018

Ti è mai capitato di viaggiare all’estero e di sentirti etichettare “italiano, maccherone, terrorista”? No; perché qua di terrorismo ne abbiamo avuto moltissimo e le genti lontane, cioè gli stranieri, possono anche fare semplificazioni e ragionamenti che definire stupidi è riduttivo.

A Londra, da ragazza, mi è successo che un vecchio affittacamere polacco, appena dichiarata la mia nazionalità, si alzasse dalla sedia della reception per alzarmi di peso e letteralmente scaraventarmi in volo fuori dal portone. Tipo saloon dei film western. Era un omone grosso e pelato che mi urlava dietro “BLOODY ITALIANS SHITS TRAITORS!”, cioé “bastardi italiani traditori di merda”.

Un’altra volta, (ero in Sud America), un ragazzo argentino appena incontrato mi disse qualcosa tipo: “Hey, sei italiana? Wow, sei una fascista! Ti piace Mussolini?”

In Grecia, mi riposavo su una spiaggia vicino ad un gruppo di ragazzi di diverse nazionalità che parlavano in inglese di politica e di razza. Ci avevo messo un secondo a capire che erano proprio dei neonazisti. Uno di loro alzò la testa e mi disse: “Perché ci ascolti? Tu sei una comunista; si vede da come ti vesti e ti pettini”.

Come stavo vestita? Costume, pareo e cappello da sole: la tipica divisa dei comunisti.

Per spaventare la gente possono bastare un articolo di giornale, o il fugace incontro con uno “straniero”.

Oggi, dopo le guerre, dopo gli anni di piombo, il terrorismo e i rossi e i neri e gli azzurri, ecco che arrivano i cervelli col piombo; e il piombo, si sa, è un veleno per l’umanità.

Addio, senatùr.

Noi resistiamo, e produciamo antidoti. Uno di questi antidoti si chiama Porto il velo, adoro i Queen.



Riscatto Nazionale, 8 marzo 2018
Riscatto Nazionale, 8 marzo 2018

Nota: questo articolo non contiene alcun link agli articoli usciti in seguito alla proiezione del 7 marzo di Porto il velo, adoro i Queen all’Università di Verona, perché non c’è proprio niente di bello, né di buono da linkare. Due o tre screenshot siano sufficienti a documentare la palude di paura e ignoranza in cui siamo impantanati.


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